Scanderberg - Mediterraneo ritrovato

San Marzano di S. G. (TA) - Istituto comprensivo A. Casalini

2018 - Presentazione

Il famoso condottiero e patriota albanese è stato celebrato in un interessante progetto storico-letterario a cura di Pierfranco Bruni che include la Cartella Studio dal titolo “Giorgio Castriota Scanderbeg – Un mito e un simbolo” e l’omonimo video (https://www.youtube.com/watch?v=Jl5TvmnT1NA). Realizzazioni grafiche e video a cura di Stefania Romito (Ophelia’s Cultural Projects) in collaborazione con il Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi”.

Il lavoro, che celebrerà i 550 anni della morte di Scanderbeg, sarà al centro del Convegno “Scanderbeg. Mediterraneo ritrovato” e vede la partecipazione del Mibact – Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto, dell’Istituto Scolastico Comprensivo ‘Casalini’ di San Marzano di S. Giuseppe (TA) e dello Sportello linguistico del Comune di San Marzano.

Giorgio Castriota Scanderbeg, vissuto tra il 1405 e il 1468, è una delle figure più rappresentative del XV secolo. Principe albanese e condottiero, arrestò l’avanzata dei turchi difendendo il suo paese e i suoi valori morali e religiosi cristiani dall’invasione musulmana, stringendo importanti alleanze con Roma e Napoli. Figura di spicco di un Mediterraneo in trasformazione in cui Occidente e Oriente cercavano di stabilire un contatto sulla base di una maggiore comprensione e consapevolezza delle proprie identità. Un eroe-metafora che ha assunto valenze non solo sul piano storico, ma anche letterario. Gabriele D’Annunzio, di questo eroe nazionale, ne sottolineò l’aspetto leggendario ancora molto vivo nel popolo albanese e nella sua letteratura letta in una chiave antropologica in cui la memoria diventa custode e privilegiata depositaria di valori e tradizioni. 

La concezione di Scanderbeg inteso come eroe-metafora è quella che emerge dal contributo di Micol Bruni che si distingue dai successivi contributi di Marisa Margherita, Maria Teresa Alfonso e Maria Piccarreta che mirano a porre l’accento sulle eredità storico-sociologiche del famoso condottiero. Particolarmente interessante è l’affascinante excursus tra le colonie italo-albanesi ancora esistenti nella provincia di Taranto. Il tributo a Scanderbeg si conclude con la suggestiva “Ode” di Pierfranco Bruni in cui speranza e attesa si fondono al mito.

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