Cerimonia di consegna alla città di Taranto, degli otto dipinti realizzati nel XVII secolo da Cesare Fracanzano

Taranto

16/05/2018 2018 - Cerimonia

Si è svolta ieri pomeriggio, 16 maggio, la cerimonia di consegna alla città di Taranto, degli otto dipinti realizzati nel XVII secolo da Cesare Fracanzano. Oggetto di una recente opera di restauro, grazie a un finanziamento del MiBACT, gli otto ovali sono stati consegnati al sindaco della città di Taranto, Rinaldo Melucci, dall’architetto Maria Piccarreta, Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto.

 

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L’8 giugno avverrà la presentazione alla città della collezione appena restaurata, attraverso un seminario a cura della SABAP per le province di Brindisi, Lecce e Taranto, dedicato alla figura e all’opera di Cesare Fracanzano, con ingresso libero.

 

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LE OPERE RESTAURATE

Gli ovali, attribuiti a Cesare Fracanzano, celebrato pittore pugliese del '600, fanno parte degli arredi superstiti di Palazzo Carducci. Trasferiti in un primo momento in alcuni ambienti del Palazzo di Città, furono depositati e imballati presso il Palazzo Pantaleo, andando ad occupare tre grandi saloni del piano nobile. Nel 2016 la Soprintendenza ne ha disposto il riordino, sempre all'interno di Palazzo Pantaleo, secondo un allestimento curato dall'architetto Augusto Ressa.

Il 22 novembre 2017, ottenuto specifico finanziamento dal MiBACT, il Soprintendente, arch. Maria Piccarreta, ha preso in consegna otto dei dodici ovali del Fracanzano per curarne il restauro, affidato alla restauratrice, dott.ssa Anna Calabrese, con la direzione tecnico-scientifica dello storico dell'arte, dott.ssa Caterina Ragusa.

 

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STATO DI CONSERVAZIONE

Da un’analisi più approfondita, conseguente ai primi saggi di intervento, i dipinti si sono rivelati in pessimo stato di conservazione.

Sulle pellicole pittoriche era presente uno spesso strato di polvere sedimentata, nonché massicce ridipinture, rifacimenti e numerose lacune risarcite con stucchi e ritocchi ormai alterati. Tutte le superfici erano ricoperte da una vernice naturale scurita dal tempo e i telai non più idonei a supportare le tele lacerate e allentate.

 

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INTERVENTI DI RESTAURO ESEGUITI

Previa pulitura delle pellicole pittoriche per l’asportazione di polvere sedimentata, le opere sono state inizialmente sottoposte a due puliture chimiche. Per la rimozione dello sporco e della vernice ossidata è stata usata una mistura di solventi organici. È stata necessaria una ripresa della pulitura dopo il primo intervento per la rimozione delle ridipinture, a causa dello strato di polvere che si era compattato con la pellicola pittorica.

Sono così emerse tutte le vecchie numerose stuccature e le varie svelature e mancanze di colore.

Si è proceduto quindi alla rimozione delle tele dai vecchi telai e la sostituzione di questi con nuovi telai in abete, opportunamente trattati contro gli insetti xilofagi.

È stata, quindi, rimossa la velina protettiva dai dipinti, con successiva rifinitura della pulitura per la rimozione dei residui di colla.

Molti stucchi del precedente restauro sono stati conservati. Le altre lacune pittoriche sono state stuccate, levigate e riprese con una base a tempera di colore simile alla preparazione originale.

L’intervento si è concluso con l’integrazione pittorica delle lacune e delle svelature.

 

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CESARE FRACANZANO (XVII sec.)

Cesare Fracanzano nacque nel 1605 a Bisceglie, in Terra di Bari. Figlio di Alessandro, pittore di maniera originario di Verona, seguì il padre nei suoi spostamenti di città in città, apprendendo i primi rudimenti dell’arte pittorica. Successivamente entrò nella bottega del Ribera a Napoli.

Nel 1626 sposò Beatrice Covelli che divenne la sua modella preferita, come conferma la ripetizione tipologica che accomuna la S. Elena di S. Maria di Nazareth a Barletta, La Maddalena di S. Domenico Maggiore, l’angelo del Cristo flagellato della Quadreria dei Gerolamini, oltre che l'Immacolata di S. Maria della Speranza, a Napoli.

Operò molto a Barletta, in chiese e palazzi signorili. Si spostò dalla città natale solo per assolvere ad impegni di lavoro a Napoli, a Roma e in altre località della Puglia, tra cui Taranto, dove realizzò dodici dipinti ovali che rappresentano i santi a cui era devota la famiglia Carducci: Sant’Andrea, Santo Stefano, San Giovanni Battista, San Girolamo, San Pietro, San Sebastiano, San Michele Arcangelo e altri santi non meglio identificati.

Visse a Barletta fino alla sua morte, avvenuta tra il 1651 e il 1652.

 

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